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Ego te absolvo in nomine caritate

Premio di merito e Finalista al concorso autori Italiani Fiera del Libro Torino 2024

Premio speciale della giuria 2024 al premio letterario Milano International

Un romanzo che scorre su tre binari.

Il primo è un confronto interiore di padre Simone. Il secondo è una confessione di padre Simone a padre Giacomo. Il terzo è la confessione di monsignor Marcus a padre Simone. Il tutto ruota sulle rivelazioni del vescovo morente, che metteranno in discussione le certezze del fragile Simone, il quale sentirà la necessità di confrontarsi con qualcuno. Ma la confessione è segreta, quindi Simone per alleggerire il peso che lo sta schiacciando, chiede a sua volta di essere confessato da padre Giacomo; una scelta non casuale. Il tema è la verità nelle sue forme: ciò che ci appare e pensiamo di conoscere, non sempre è così. Spesso è una verità irreale, su cui costruiamo una buona parte delle nostre convinzioni.

Ego te absolvo in nomine caritate: L’importanza della verità è il filo conduttore di questo romanzo

L’importanza della verità è il filo conduttore di questo romanzo. Quanto è davvero importante conoscere la verità, e quanto questa sia sempre davvero utile? I personaggi che l’autore usa in questa storia, appartengono a quella categoria che nel nostro immaginario culturale sono portatori di bene e di vero. Addirittura, affidiamo a loro le nostre menzogne per poterci sentire ripuliti, come se la confessione potesse cancellare le nostre bugie, o i nostri errori, al punto che con la complicità divina, e relativa grazia, queste possano sparire come se non fossero mai esistite. In realtà noi confidiamo le nostre paure ad altri uomini, senza renderci conto che questi non sono alieni venuti dal paradiso, ma sono esseri fallibili, uomini di carne e mente, esattamente come noi. 
La religione tende a plagiare e a plasmare i pensieri, portando la verità nella sua giusta direzione, che non sempre è quella vera, ma spesso è solo quella utile. I nostri protagonisti si trovano a fare i conti con una confessione che dovrebbe stravolgere le loro certezze, ma come accade spesso, le convinzioni pur costruite su educazioni rigide e dogmatiche fanno sì che la verità possa essere letta in ogni uno di noi in maniera diversa. Questo perché, nonostante l’indottrinamento, uno spazio di ragione, o di libero arbitrio, continua a sopravvivere nel nostro cervello. 
Il protagonista, è un uomo bieco e opportunista, pienamente cosciente delle sue scelte, basate principalmente sulla menzogna, mentre gli altri due co protagonisti costruiscono la loro esistenza sulla fede e sugli insegnamenti ricevuti dal primo, convinti dalla loro e dalla altrui verità. Il paradosso sta che il primo sa di mentire ed è padrone della vera verità, mentre i secondi vivono su quella costruita dalle sue menzogne. 
Pagina dopo pagina, la domanda che sovviene, è … Serve davvero conoscere sempre la verità? Veritas vos liberat, la verità ci rende liberi, (Giovanni 8,32). Non sempre le citazioni corrispondono al vero. In questa storia, la verità mina la libertà di uno dei protagonisti, che troverà la soluzione migliore nel mentire per sopravvivere e per non provocare dolore. In queste pagine non c’è alcuna volontà di manifestare la religione o l’anti religione, ma solamente la curiosità di immaginare l’essere umano che a nudo o con qualunque veste, resta sempre un essere umano imperfetto. 
Questo è un libro che merita di essere letto con attenzione, soffermandosi sulle riflessioni dei protagonisti e sulle loro scelte.

"Veritas filia temporis" La verità è figlia del tempo (Aulo Gellio)

Hai letto il libro? Mi piacerebbe molto se lasciassi un commento... grazie!

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